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MARI

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FOTOSCULTURES – MARI


Opere uniche
Materiali: fotografie, resina trasparente, pietre, fossili, aria, acqua e mini-zattere (con una fotografia come vela); telaio in acciaio e legno.
Serie standard: 30x30x4 cm
Serie FS fuori serie: misure varie sino a 80x50x5 cm

.                                                      Mare  E TU, QUI, DOVE SEI? Agosto-settembre 2015

DESCRIZIONE
Oggetto di 61x41x3,5 cm con un peso di 5 kg.   Lati in acciaio (verniciato in acrilico bianco) e fondo in legno; 4 piedi regolabili. La base dedicata è una vecchia macchina per cucire a pedale.
.       Contiene: una fotografia 36x56 cm di acqua di un torrente dell’Appennino Tosco-Emiliano; la foto è strappata e cucita con filo di cotone. N° 44 mini-fotografie della serie “I racconti di Majim” nel formato di circa 7x11 mm. N° 6 mini-fotografie in misure varie rappresentanti bruco e immagine della farfalla italiana Papilio macaon. Una cornice interna di 2 metri x 2 cm formata da fotografie di acqua di un torrente dell’Appennino Tosco-Emiliano. Un'ammonite fossile del Madagascar di 200 milioni di anni fa. Una pietra bianca ellissoidale proveniente dal monte Altissimo e naturalmente scolpita dall’acqua del fiume Serra. Una pietra nera rotonda cercata sulla costa còrsa.
Il tutto collocato in resina epossidica (Elantas Camattini) trasparente con bolle create al suo interno.
L’opera può essere inondata con acqua distillata ed è fornita di due mini-zattere in legno che hanno come vela una foto di farfalle.

SIGNIFICATO

In quest’opera, come in tutte le opere umane, c’è tutto quello che voi ci vedete e ci sentite. E significa anche quello che secondo voi significa.
Se tuttavia vi interessa il punto di vista dell’Autore potete leggere questa sua Prima interpretazione.

Le foto che fanno da cornice rappresentano le “stringhe”: secondo le più recenti teorie sarebbero l’essenza unitaria del Tutto. Questa Entità, che può essere descritta con gli stessi aggettivi usati nei testi sacri più antichi per definire l'Uno, Dio, ha già in sé le “idee” di trasformazione, di Natura, di Vita, idee rappresentate dalle foto del bruco e della farfalla. Il fossile rappresenta la vita sulla Terra. La fotografia “Giardino 22” (la figura umana stilizzata quasi in bianco e nero), rappresenta l’Homo come mammifero, come animale, compresa la sua parte razionale. L’Homo conquista il linguaggio umano,– rappresentato dalla foto “Serra 9” (i due ideogrammi) e a un certo punto acquista coscienza di sé, può osservarsi, e si distacca dal mondo animale... o meglio se ne distacca solo in piccola parte, mentre la maggior parte delle persone rimane un mammifero e poco più; solo una piccola parte di noi sale un gradino al di sopra e diventa non più Homo ma Persona, un essere positivo, pacifico, scevro da superstizione, violenza e fanatismo e questo essere è rappresentato dalla foto “Vezza 40” (la foto gialla con viso). La Persona fa buon uso del linguaggio, apprezza la creatività e quindi l’arte, rappresentate dalle foto “Giardino 2010-26” e “Flwater 05” (quelle colorate). Homo e Persona sono in posti diversi, ognuno intorno alla sua pietra: la pietra bianca ellittica rappresenta la conoscenza positiva, è la pietra di Keplero, di Popper, della vera scienza e della democrazia; la pietra nera rotonda rappresenta l’ignoranza e la falsa conoscenza, è la pietra di Platone, di Aristotele, di Tolomeo, della presunzione, dell’intolleranza e della dittatura.

Questa è una storia che sta continuando. È anche la storia umana.

Se mettete l’acqua e le zattere la storia umana invece finisce: l’acqua ha inondato quasi tutto; le zattere hanno come vela foto di farfalle che rappresentano la bellezza infinita della Natura che ha preceduto l’Homo e che all’Homo sicuramente sopravvivrà. Una zattera presuppone un naufragio, un tentativo di salvezza per un avvenuto disastro, dovrebbero esserci quindi sopra dei naufraghi ma ...non ce ne sono ... non si è salvato nessuno ... abbiamo distrutto il nostro habitat, ma il pianeta continua tranquillamente a vivere, noi siamo dei fossili, la nostra storia è finita nell’ambra trasparente, rappresentata dalla chimica resina epossidica che noi stessi abbiamo fabbricato.

Buona fortuna...           ... ma sappiate che la fortuna non esiste...

.                Descrizione dell'opera MARE n°1 Io sono il mio linguaggio Febbraio 2012

Materiali: fotografie, resina trasparente, pietra, fossili, aria, acqua e mini-zattere di sughero con una fotografia come vela, led con telecomando a colore variabile . Telaio in acciaio verniciato in acrilico nero e fondo in legno, con piedini regolabili.
30x30x4 cm,  peso 2,9 kg

Sul fondo dell’opera a tutto formato 30x30 cm è posta la fotografia “Serra 9”; 62 mini-fotografie nel formato di circa 6x9 / 7x11 mm della serie “I racconti di Mayim” e 10 della serie “Flwater”; metà di una pietra bianca ellittica naturalmente scolpita dall’acqua, cercata nel fiume Serra e proveniente quindi dal monte Altissimo; un fossile di mollusco pliocenico.
Lungo tutto il bordo corre una serie di led di colore variabile (consigliati il bianco o il verde acquamarina) che possono essere accesi tramite telecomando. Alimentazione o a pile o con la normale rete elettrica tramite trasformatore (l’apparato elettrico è posto sotto l’opera).   
Il tutto è collocato in circa 1,2  litri di resina epossidica (Elantas Camattini) trasparente con bolle e micro-bolle create all’interno della resina stessa.
L’opera può essere inondata con circa mezzo litro di acqua distillata sulla quale va posta una mini-zattera in sughero che ha come vela una foto di farfalle con sfondo di cielo celeste.
Può essere fornito a parte un piedistallo in ferro appositamente ideato e costruito, alto 110 cm.

ALCUNI DEI SIGNIFICATI
Le mini-foto “Giardino 22” rappresentano l’Homo negativo, l’essere umano nella sua interezza intesa in senso negativo, cioè un essere sì cosciente di se stesso e del mondo ma pieno di egoismo, paura, aggressività, ignoranza, furbizia, stupidità, crudeltà; al contrario le mini-foto “Vezza 40” rappresentano l’Homo positivo, l’essere umano evoluto al bene: egoista positivo, altruista, sapiente, intelligente e incapace di nuocere al prossimo e alla Natura
Il fossile rappresenta la vita ai suoi inizi, la vita che possiamo scoprire essere stata e non è più e che in qualche modo si conserva sempre, ma anche un punto di arrivo per noi stessi come specie.
La pietra bianca e ovale, o meglio ellittica, nell’angolo in basso a destra dell’opera, rappresenta la conoscenza positiva; è quella di Keplero, di Popper, della vera scienza e della democrazia. Per millenni, appoggiandosi soprattutto sulle sciocchezze scritte da Platone e Aristotele, l’umanità ha voluto credere nell’idea dei “cerchi perfetti”, di un mondo parallelo perfetto supposto superiore al nostro, a idee presenti prima e al di fuori della mente umana, al cielo immutabile sopra di noi: tutte cretinate assurde spazzate via dalle ellissi kepleriane e dalla semplice osservazione e sperimentazione galileiane.
Ma la conoscenza è possibile soprattutto - se non unicamente - tramite il linguaggio parlato e scritto,cosciente (rappresentato dalle mini-foto “Serra 9”), che ci fa persone, esseri pensanti, coscienti di essere coscienti.
Le zattere hanno come vela foto di farfalle con sfondo di cielo blu, che rappresentano la bellezza infinita della Natura. Una zattera presuppone un naufragio. Dovrebbero esserci quindi dei naufraghi sopra. Ma non ce ne sono ... non si è salvato nessuno ...  ... abbiamo distrutto il nostro habitat, ma il pianeta continua tranquillamente a vivere, noi siamo dei fossili, la nostra storia è finita nell’ambra trasparente, rappresentata dalla chimica resina epossidica che noi stessi abbiamo fabbricato.

 

.                      Descrizione dell'opera MARE FS n°2 Alzaia Naviglio Pavese Gennaio 2014

Materiali: fotografie, resina trasparente, pietre, aria, acqua e mini-zattere di sughero con una fotografia come vela. Telaio in acciaio verniciato in acrilico nero e fondo in legno, con piedini regolabili.
80x50x5 cm, peso 25 kg.

Sul fondo dell’opera a tutto formato 50x80 cm è posta una fotografia dell’acqua del Naviglio Pavese fatta all’altezza della cataratta di via Sforza; 125 fotografie della serie “I racconti di Mayim” nel formato di circa 6x9 / 7x11 mm; 57 pietre tra cui: metà di una pietra bianca ellittica naturalmente scolpita dall’acqua, cercata nel fiume Serra e proveniente quindi dal monte Altissimo; una pietra bianca rotonda naturalmente scolpita dall’acqua cercata nel fiume Serra e proveniente quindi dal monte Altissimo, resa fosforescente; una pietra nera rotonda cercata sulla costa marina còrsa; 3 pietre varie cercate sulla costa marina toscana; 51 pietre scure con venature verdi e chiare provenienti dalla costa marina còrsa, poste in gruppi. Il tutto collocato in circa 6 litri di resina epossidica (Elantas Camattini) trasparente.
Bolle create all’interno della resina.
L’opera DEVE essere inondata con circa due litri e mezzo di acqua distillata sulla quale vanno poste due mini-zattere in legno che hanno come vela una foto di farfalle con sfondo di cielo celeste da un lato e a volte colorazione grossolana celeste dall’altro.

ALCUNI DEI SIGNIFICATI Le mini-foto “Giardino 22” rappresentano l’Homo negativo, l’essere umano nella sua interezza intesa in senso negativo, cioè un essere sì cosciente di se stesso e del mondo ma pieno di egoismo, paura, aggressività, ignoranza, furbizia, stupidità, crudeltà; al contrario le mini-foto “Vezza 40” rappresentano l’Homo positivo, l’essere umano evoluto al bene: egoista positivo, altruista, sapiente, intelligente e incapace di nuocere al prossimo e alla Natura
La pietra bianca e ovale, o meglio ellittica, al centro dell’opera, rappresenta la conoscenza positiva; è quella di Keplero, di Popper, della vera scienza e della democrazia. La pietra nera e tonda rappresenta l’ignoranza e la falsa conoscenza; è quella di Platone, Aristotele, Tolomeo, della presunzione e della dittatura. Per millenni, appoggiandosi soprattutto sulle sciocchezze scritte da Platone e Aristotele, l’umanità ha voluto credere nell’idea dei “cerchi perfetti”, di un mondo parallelo perfetto supposto superiore al nostro, a idee presenti prima e al di fuori della mente umana, al cielo immutabile sopra di noi: tutte cretinate assurde spazzate via dalle ellissi kepleriane e dalla semplice osservazione e sperimentazione galileiane.
Ma la conoscenza è possibile soprattutto - se non unicamente - tramite il linguaggio parlato e scritto,cosciente (rappresentato dalle mini-foto “Serra 9”), che ci fa persone, esseri pensanti, coscienti di essere coscienti. Il linguaggio comunica direttamente con la creatività (rappresentata dalle mini-foto “Serra 9” e dalla pietra marrone con striature bianche, posta nella parte bassa a sinistra e dalla) e la fa evolvere; c’è infatti un varco tra la pietra ellittica e la creatività. Invece il linguaggio cosciente non comunica o non comunica direttamente con l’amore (rappresentato dalle mini-foto “Giardino 6” e dalla pietra chiara posta nella parte bassa a destra); e quindi non c’è varco tra la pietra ellittica e l’amore. Proprio l’amore non accompagnato dalla conoscenza positiva può trascinare l’Homo negativo in un gorgo (nell’angolo in basso a destra).
L’Homo negativo arriva dai bordi superiori e procedendo incontra il linguaggio che lo porta sia verso una sua idea sbagliata di divinità (rappresentata dalla composizione raggiata di pietre nel centro in alto), sia verso la conoscenza negativa ma anche verso la conoscenza positiva,linguaggio  e ne trasforma alcuni in Homo positivo.
La composizione in alto a destra, con la pietra fosforescente, rappresenta gli astri: pur essendo lontanissimi l’essere umano vi arriva con gli strumenti acquisiti col linguaggio, ma solo l’Homo positivo ne trae motivo per apprezzare la vita.
I gruppi di pietre sono sempre multipli di tre con una eccezione; questo sta a ricordare che l’esistenza del nostro Universo, e di noi stessi quindi, sta nella leggera asimmetria delle leggi della fisica: si può dire che dobbiamo la nostra vita a questa che solo stupidamente possiamo chiamare piccola “imperfezione”: viva le piccole imperfezioni, sono la perfezione di tutto!!
E poi ci sarebbero e possono esserci molti altri significati, cercateli. Ad esempio la pietra della composizione a sinistra sul piano medio ha una pietra che assomiglia a un boomerang...  ...  ...
Infine le zattere. Le vele hanno due lati: quello con le foto di farfalle con sfondo di cielo blu rappresenta la bellezza infinita della Natura, quello un po’ approssimativo, grossolanamente colorato di blu, rappresenta la goffaggine della larga maggioranza dell’umanità nell’interpretare il significato e quindi gli scopi (e le azioni) della vita. Una zattera presuppone un naufragio. Dovrebbero esserci sopra dei naufraghi. Ma non ce ne sono ... Non si è salvato nessuno ...  ...

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