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FotoCreature DIGOUT

FLWATER

Fotocreature DigOut

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La serie si compone di 40 opere. Ognuna ha una tiratura di 7 esemplari TOTALI nelle misure principali di 100x150 o 66x100 cm. preferibilmente con stampa LAMBDA montata su Dibond + distanziali in alluminio.

 

Da sempre gli esseri umani hanno visto l'arte nella Natura; Edward Weston nel 1932 riferendosi all'opera di Brancusi diceva che i fotografi trovano già pronte in natura ciò che lo scultore doveva creare. Ma le opere di Fotocretaure DigOut hanno un percorso diverso se non addirittura inverso: in questo progetto il mio punto di partenza non è la Natura ma l'arte umana, sono le opere d'arte già esistenti, soprattutto di pittura (astrattismo, cubismo, impressionismo, espressionismo, espressionismo astratto, etc) ma anche scultura e grafica fino agli "oggetti" e alle installazioni dell'arte contemporanea. E' con queste opere già in mente che ricerco rimandi specifici nella Creazione Naturale e torno al punto di partenza non solo selezionando tramite l'inquadratura ma intervenendo poi con l'elaborazione digitale, che è sempre presente sia pure con peso molto variabile, a volte trascurabile.

L'immagine può essere infatti trovata quasi pronta, "ready made", oppure le modifiche digitali sono presenti fino ad essere notevoli nel significante, nel risultato finale, ma mai eccessive come elaborazione bensì sempre suggerite dal soggetto scelto: è assolutamente LUI che mi ispira durante la fase digitale!
Ritengo importante sottolineare che mantengo la indicalità “originaria” di queste mie opere (è questo uno dei motivi per cui preferisco ancora acquisire le immagini iniziali su pellicola), indipendentemente dalle successive modifiche, e nonostante il richiamo al “simbolismo pittorico” (secondo la “Semiotica” di Pierce richiamata da Marra nel suo “Pittura e fotografia nel ‘900, una storia senza combattimento”) a cui poi si accostano. Io voglio, devo e posso avere il ruolo di “tramite” tra la Creazione assoluta e le creazioni umane, e tra la Creazione assoluta e le altre persone.

Le fotografie di base sono fatte in tutti i continenti, dove ho viaggiato a lungo, anche se molte sono prese nella mia Toscana.

Molte di queste opere non sono più "fotografie" ma sono delle "immagini fotoprodotte", cioè le fotografie originarie hanno avuto modifiche ed elaborazioni tali da non essere più "indice" del soggetto fotografato, in altre parole sono state "alterate" non in senso dispregiativo sia chiaro, ma nel senso proprio della parola latina: sono diventate "altro", non più fotografie appunto ma dei "fotoprodotti".

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